Ayutthaya: guida pratica all’antica capitale del Siam

Ayutthaya è stata la capitale del Regno del Siam per più di quattro secoli e oggi è una delle mete culturali da non perdere in un viaggio in Thailandia. A poco più di un’ora da Bangkok trovi un’isola circondata da fiumi, dove prang in mattoni rossi, stupa e Buddha giganti spuntano tra prati, laghetti e le strade di una tranquilla città di provincia.

In questa guida pratica su Ayutthaya ti spiego come arrivare da Bangkok, quali templi vedere, quanto costano i biglietti, come muoverti tra le rovine, dove dormire e cosa mangiare. Ho cercato di mettere insieme tutto quello che serve per organizzare la visita in autonomia, con i link alle fonti ufficiali per le informazioni che cambiano più spesso.

In sintesi: Ayutthaya in 30 secondi

Ayutthaya si trova a circa 80 km a nord di Bangkok e si raggiunge in poco più di un’ora di treno. Non esiste un biglietto unico per il parco storico di Ayutthaya: paghi l’ingresso dei singoli templi (in genere 50 baht) oppure compri il pass cumulativo da 220 baht valido per sei siti. Per i templi principali basta una giornata piena, ma con una notte in città eviti la corsa e vedi le rovine con la luce del tramonto e del primo mattino. Il periodo migliore per visitare Ayutthaya va da novembre a febbraio.

Perché visitare Ayutthaya?

Ayutthaya ti porta indietro di secoli, in quella che fu una delle città più ricche e popolose dell’Asia. Qui i templi sono per lo più rovine: mattoni a vista, colonne spezzate e file di statute di Buddha senza testa che raccontano, meglio di qualsiasi libro, la distruzione della città nel 1767.

Ayutthaya Thailandia cosa vedere

È proprio questo contrasto a renderla speciale. Tra un tempio e l’altro attraversi quartieri residenziali, mercati e ponti sul fiume, e ti rendi conto che le rovine di Ayutthaya non sono chiuse in un recinto ma fanno parte della vita quotidiana della città. Aggiungi la vicinanza a Bangkok e i costi contenuti, e capisci perché è l’escursione più popolare dalla capitale.

Dove si trova Ayutthaya

Ayutthaya, il cui nome completo è Phra Nakhon Si Ayutthaya, si trova nella Thailandia centrale, circa 80 km a nord di Bangkok, nel cuore della pianura alluvionale del fiume Chao Phraya. È anche il capoluogo dell’omonima provincia.

Il centro storico sorge su un’isola formata dalla confluenza di tre fiumi: il Chao Phraya, il Pa Sak e il Lopburi. La città moderna si è poi allargata sulle sponde opposte, dove si trovano la stazione ferroviaria, alcuni dei templi più belli e molti hotel. Se vuoi farti un’idea della posizione rispetto alle altre località della regione, dai un’occhiata alla mia mappa della Thailandia e alla guida sulla Thailandia Centrale.

Breve storia del Regno di Ayutthaya (1350-1767)

La città fu fondata nel 1350 dal re U Thong, che salì al trono con il nome di Ramathibodi I. Il nome richiama Ayodhya, la città del principe Rama nel poema epico indiano Ramayana, e già questo dice molto sulle influenze culturali che hanno plasmato il regno.

La posizione era perfetta: abbastanza lontana dal mare da essere difendibile, ma collegata al Golfo del Siam grazie ai fiumi. In pochi decenni Ayutthaya diventò una potenza regionale e uno dei porti commerciali più importanti del Sud-est asiatico, frequentato da mercanti cinesi, giapponesi, persiani e, dal Cinquecento, europei: prima i portoghesi, poi olandesi, francesi e inglesi. Le comunità straniere vivevano in quartieri propri, alcuni dei quali si possono visitare ancora oggi.

Il Regno di Ayutthaya durò 417 anni, con 33 sovrani, e fu segnato da continue guerre con i vicini birmani. Una prima volta la città cadde nel 1569; quindici anni dopo il principe Naresuan, ancora oggi uno degli eroi nazionali più amati, ne proclamò l’indipendenza. La seconda invasione fu definitiva: nel 1767 l’esercito birmano rase al suolo la capitale, incendiò templi e palazzi e deportò decine di migliaia di abitanti.

La corte si spostò prima a Thonburi e poi, nel 1782, a Bangkok. Per decenni le rovine vennero usate come cava di mattoni per costruire la nuova capitale, finché nel Novecento non iniziarono gli scavi e i restauri che hanno portato alla nascita del parco storico.

Krung Kao, la “vecchia capitale”

Molti thailandesi chiamano ancora Ayutthaya Krung Kao, cioè “la vecchia capitale”. Era anche il nome originale della stazione ferroviaria, inaugurata nel 1896.

Il Parco Storico di Ayutthaya, Patrimonio UNESCO

Il 13 dicembre 1991 l’UNESCO ha inserito la “Città storica di Ayutthaya” nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Oggi il Parco Storico di Ayutthaya è gestito dal Fine Arts Department, il dipartimento governativo che si occupa del patrimonio artistico thailandese, e comprende centinaia di siti archeologici tra templi, palazzi, fortificazioni e canali.

Non immaginarti però un’area recintata con un unico ingresso. I monumenti sono sparsi sull’isola e nei dintorni, collegati da strade normali dove passano auto, motorini e tuk tuk. La zona con la maggiore concentrazione di templi si trova nella parte centro-occidentale dell’isola, attorno al laghetto di Bueng Phra Ram, mentre altri siti importanti sono sulle rive opposte dei fiumi. Puoi leggere la scheda ufficiale sul sito dell’UNESCO.

Come arrivare ad Ayutthaya da Bangkok

Raggiungere Ayutthaya da Bangkok è facile ed economico, e hai a disposizione diverse opzioni: treno, minivan, taxi, barca o tour organizzato. La scelta dipende soprattutto da dove alloggi a Bangkok, dal budget e da quanto ti piace organizzarti in autonomia. Se stai ancora pianificando il soggiorno nella capitale, trovi tutte le informazioni nella mia guida di Bangkok.

Qual è il modo migliore per arrivare ad Ayutthaya?

Per la maggior parte dei viaggiatori il treno da Bangkok ad Ayutthaya è la soluzione migliore: costa pochissimo, non risente del traffico e dalla stazione di Krung Thep Aphiwat ci mette circa un’ora. Il minivan conviene se alloggi vicino a Mo Chit, il taxi o Grab se siete in tre o quattro e volete fare in fretta, il tour se preferisci non preoccuparti di nulla.

In treno

Il treno è il mio mezzo preferito per questa tratta: è economico, si viaggia guardando le risaie dal finestrino e la stazione di Ayutthaya si trova a pochi minuti dal centro storico. Da Bangkok ci sono due stazioni di partenza, e sapere quale usare è fondamentale.

La stazione principale è Krung Thep Aphiwat (in passato chiamata Bang Sue Grand Station), il nuovo terminal centrale da cui dal 2023 partono tutti i treni a lunga percorrenza. La raggiungi con la metropolitana MRT Blue Line. Da qui partono i treni rapid ed express diretti a nord e a nordest, che fermano ad Ayutthaya dopo circa un’ora; i biglietti con posto riservato si possono comprare fino a 30 giorni prima sul sito ufficiale D-Ticket delle ferrovie thailandesi o sulla relativa app.

La storica stazione di Hua Lamphong, in centro, continua invece a servire i treni ordinary, cioè locali di terza classe con ventilatori e finestrini aperti. Ci mettono circa due ore, ma costano appena 15-20 baht e sono un’esperienza autentica, con i venditori di spiedini e caffè freddo che salgono a ogni fermata. Questi biglietti si comprano solo in stazione, il giorno stesso.

La maggior parte dei treni ferma anche alla stazione di Don Mueang, di fronte all’omonimo aeroporto di Don Mueang: se atterri lì con un volo interno o low cost, puoi andare ad Ayutthaya senza passare dal centro di Bangkok. Orari e tariffe aggiornati sono sul sito della State Railway of Thailand.

Novità 2026: il treno climatizzato SRT Bangkok Connex

Dal 1° agosto 2026 è attivo il servizio climatizzato SRT Bangkok Connex (BNEX) tra Krung Thep Aphiwat e Ayutthaya, con fermate intermedie tra cui Don Mueang e Bang Pa-In. Nei giorni feriali ci sono sei corse, nel fine settimana quattro a partire dalle 9:05. Fino al 31 ottobre 2026 la tariffa promozionale per Ayutthaya è di 50 baht. I biglietti si comprano solo in stazione e i posti non sono prenotabili: la corsa inaugurale è andata esaurita, quindi cerca di arrivare con un po’ di anticipo.

La stazione di Ayutthaya è situata fuori dall’isola, sulle sponde del fiume Pa Sak. Il modo più pittoresco per raggiungere il centro storico è il traghetto: attraversata la strada davanti alla stazione, un vicolo porta a un piccolo molo da cui una barca fa la spola con l’altra riva per pochi baht. In alternativa trovi tuk tuk e moto-taxi appena fuori dalla stazione.

Non dare per scontato che tutti i treni per Ayutthaya partano dalla stessa stazione: il numero del treno ti dice se parte da Krung Thep Aphiwat o da Hua Lamphong, che distano diversi chilometri. Lo stesso vale per il ritorno a Bangkok: alcuni treni terminano a Krung Thep Aphiwat, altri proseguono fino a Hua Lamphong, quindi scegli quello più comodo per raggiungere il tuo hotel.

In minivan e autobus

I minivan per Ayutthaya partono dal terminal degli autobus di Mo Chit 2 (ufficialmente Bangkok Bus Terminal Chatuchak), nella zona nord di Bangkok. Dal 2016 non partono più dal Victory Monument, come riportano ancora alcune guide. Il terminal non è proprio attaccato alle stazioni BTS Mo Chit e MRT Chatuchak Park per cui ti conviene prendere un taxi per l’ultimo tratto.

Il viaggio dura in genere un’ora e mezza, ma molto dipende dal traffico in uscita da Bangkok. Il prezzo varia a seconda dell’operatore, indicativamente tra 60 e 150 baht. Il vantaggio principale del minivan per Ayutthaya è che ti lascia sull’isola, nella zona di Naresuan Road, a pochi passi dai templi principali; lo svantaggio è lo spazio ridotto per i bagagli, spesso limitato ad uno zaino o a una valigia piccola.

Ci sono anche autobus di linea più grandi, ma spesso fermano al terminal fuori città o lungo la statale, e da lì devi comunque prendere un tuk tuk per arrivare in centro.

In taxi o Grab

Se siete in tre o quattro, il taxi diventa una soluzione interessante: in circa un’ora (traffico permettendo) sei ad Ayutthaya, e dividendo la spesa il costo per persona si riduce parecchio. Con l’app Grab vedi il prezzo prima di confermare la corsa; indicativamente, una tratta da Bangkok costa tra 1.000 e 1.800 baht a seconda del punto di partenza e del tipo di auto, a cui a volte si aggiungono i pedaggi autostradali.

Un’altra opzione è noleggiare un’auto con autista per l’intera giornata: ti accompagna da un tempio all’altro, ti aspetta e ti riporta in hotel la sera. Costa di più di un semplice transfer, ma ti fa risparmiare il tuk tuk sul posto ed è comoda con i bambini o nei mesi più caldi.

In barca sul fiume Chao Phraya

Non esiste un servizio pubblico di linea in barca tra Bangkok e Ayutthaya. Esistono però diverse crociere sul Chao Phraya organizzate dalle agenzie: la formula più diffusa prevede l’andata in pullman e il ritorno in barca (o viceversa), spesso con pranzo a buffet a bordo e sosta al Palazzo Reale di Bang Pa-In. Per chi cerca qualcosa di speciale ci sono anche crociere di più giorni su vecchie chiatte per il trasporto del riso trasformate in piccole barche di lusso.

È un modo rilassante per osservare la vita lungo il fiume, ma tieni presente che la navigazione richiede diverse ore e che il tempo effettivo per visitare i templi si riduce parecchio.

Tour organizzati da Bangkok: conviene?

Il tour di gruppo è la soluzione più comoda: transfer dall’hotel, guida, biglietti dei templi e a volte anche pranzo e giro in barca inclusi. Se hai pochi giorni a Bangkok, non ti va di organizzarti o viaggi con bambini piccoli, può essere la scelta giusta.

Il rovescio della medaglia è che i tour ad Ayutthaya seguono quasi tutti lo stesso programma: arrivano verso metà mattina, quando fa più caldo e i templi più famosi sono affollati, e dedicano a ogni sito tempi piuttosto stretti. Esistono tour con guida in italiano, ma costano sensibilmente di più rispetto a quelli in inglese.

Prima di prenotare leggi con attenzione cosa è incluso: numero di templi, biglietti d’ingresso, pranzo, dimensione del gruppo e orario di rientro. Se possibile scegli un tour pomeridiano che termini con il tramonto a Wat Chaiwatthanaram o con un giro in barca attorno all’isola: eviti le ore più calde e vedi le rovine con la luce migliore.

Come muoversi ad Ayutthaya

Il centro storico è pianeggiante, ma le distanze sono più grandi di quanto sembri sulla mappa e il caldo si fa sentire già a metà mattina. I templi dell’area centrale si possono girare anche a piedi, mentre per quelli sulle rive opposte dei fiumi serve un mezzo.

Grab funziona anche qui ed è utile per singoli spostamenti a prezzo fisso, ma le auto disponibili sono meno numerose che a Bangkok, soprattutto la sera. Ci sono anche i songthaew, pick-up con panche nel cassone che seguono percorsi fissi a prezzi bassissimi, poco pratici però per saltare da un tempio all’altro.

In bicicletta

La bici ad Ayutthaya è il mezzo che ti consiglio se sei in forma e visiti la città nei mesi più freschi. Si noleggia per 50-100 baht al giorno nei negozi vicino al molo del traghetto, lungo Naresuan Road e in molte guesthouse, che spesso la prestano gratis ai propri ospiti.

Sull’isola le distanze sono brevi e il traffico è gestibile, mentre per raggiungere i templi fuori dall’isola dovrai attraversare i ponti e percorrere tratti di strade più trafficate. Prima di partire controlla freni e catena, fatti dare un lucchetto e pianifica il giro in bici in modo da pedalare al mattino presto e nel tardo pomeriggio, lasciando le ore centrali per il pranzo o per un museo con l’aria condizionata.

In tuk tuk

I tuk tuk di Ayutthaya sono diversi da quelli di Bangkok: hanno un muso arrotondato e un po’ buffo che li rende subito riconoscibili. Sono la scelta più pratica se hai una sola giornata o se fa molto caldo: il conducente ti porta da un tempio all’altro e ti aspetta all’uscita.

Di solito si paga a ore oppure con una tariffa fissa per mezza giornata o giornata intera. Il prezzo del tuk tuk ad Ayutthaya si aggira in genere sui 200-300 baht all’ora, per mezzo e non per persona, ma va sempre contrattato.

Prima di salire a bordo concorda con il conducente la lista dei templi, la durata del giro e il prezzo totale, e paga solo alla fine. I tuk tuk parcheggiati davanti alla stazione solitamente chiedono cifre più alte: se arrivi in treno, prova ad attraversare il fiume con il traghetto e a contrattare sull’altra sponda, dove spesso trovi prezzi più ragionevoli.

In scooter

Diversi negozi e guesthouse noleggiano scooter per qualche centinaio di baht al giorno. È il modo più libero per esplorare anche i templi più lontani, ma solo se hai già esperienza di guida nel traffico asiatico, dove si circola a sinistra.

Patente internazionale e casco

Per guidare uno scooter in Thailandia serve la patente della categoria corretta accompagnata dalla patente internazionale. La polizia fa spesso controlli e senza documenti in regola rischi una multa, ma soprattutto l’assicurazione di viaggio potrebbe non coprirti in caso di incidente. Il casco è obbligatorio sia per chi guida sia per il passeggero. Trovi le indicazioni aggiornate sul sito Viaggiare Sicuri della Farnesina.

In barca attorno all’isola

Oltre al traghetto davanti alla stazione, piccole imbarcazioni fanno la spola tra le due sponde in altri punti della città per una manciata di baht, e sono un modo divertente per accorciare le distanze.

Per vedere più templi in poco tempo puoi invece noleggiare una long-tail boat o barca a coda lunga: il giro classico dura circa un’ora, costeggia tutta l’isola e prevede soste nei templi affacciati sull’acqua. Te ne parlo più nel dettaglio nella sezione dedicata al giro in barca al tramonto.

Biglietti, orari e regole per visitare i templi di Ayutthaya

Biglietto singolo e biglietto cumulativo

Per entrare nel parco storico non si paga un biglietto generale: ogni sito ha la propria biglietteria e paghi, in contanti, solo i templi che visiti. Per i turisti stranieri il biglietto dei templi di Ayutthaya costa in genere 50 baht per i siti principali gestiti dal Fine Arts Department e 20 baht per quelli minori o per i templi ancora attivi.

Alcuni luoghi, come il grande Buddha sdraiato di Wat Lokayasutharam, sono ad accesso libero. I thailandesi pagano meno o entrano gratis: il doppio prezzo tra residenti e stranieri è normale in tutto il Paese.

Se hai in programma di vedere diversi templi puoi acquistare il biglietto cumulativo da 220 baht, valido 30 giorni, che comprende sei siti: Wat Mahathat, Wat Ratchaburana, Wat Phra Si Sanphet, Wat Phra Ram, Wat Chaiwatthanaram e Wat Maheyong, quest’ultimo a est dell’isola e decisamente meno frequentato. Lo compri alla biglietteria di uno qualsiasi dei sei templi inclusi.

Quando conviene il pass da 220 baht

Facendo due conti, con i biglietti singoli da 50 baht il pass cumulativo conviene solo se entri in almeno cinque dei sei templi inclusi. Se ti limiti ai quattro più famosi (Wat Mahathat, Wat Ratchaburana, Wat Phra Si Sanphet e Wat Chaiwatthanaram) con i biglietti singoli spendi 200 baht: in quel caso non comprarlo, a meno che tu non voglia aggiungere anche Wat Phra Ram o Wat Maheyong.

Orari di apertura

In generale i templi del parco storico aprono intorno alle 8:00 e chiudono tra le 16:30 e le 18:00, con qualche differenza da sito a sito: Wat Mahathat e Wat Chaiwatthanaram, per esempio, sono tra quelli che restano aperti più a lungo. Le biglietterie smettono di vendere biglietti circa mezz’ora prima della chiusura. I siti all’aperto e gratuiti, come Wat Lokayasutharam, non hanno veri e propri orari di apertura, mentre i musei nazionali restano chiusi a inizio settimana.

Dove verificare orari e prezzi aggiornati

Orari e tariffe possono cambiare, soprattutto in occasione di festività ed eventi. Per le informazioni ufficiali puoi consultare il portale turistico della provincia di Ayutthaya e il parco storico virtuale del Fine Arts Department, oppure Google Maps.

Come vestirsi e comportarsi nei templi

Anche se molti templi di Ayutthaya sono in rovina, sono comunque luoghi sacri per i thailandesi. Vestiti con spalle e ginocchia coperte: una maglietta con le maniche e pantaloni leggeri o una gonna lunga vanno benissimo e ti proteggono anche dal sole. Nei templi ancora attivi, come Wat Yai Chai Mongkhon e Wat Phanan Choeng, togli le scarpe prima di entrare nelle sale di preghiera.

Rispetta i cartelli che vietano di salire su chedi e muri: i mattoni sono antichi e fragili, e arrampicarsi è considerato irrispettoso oltre che pericoloso. Le donne non devono toccare i monaci né passare loro oggetti direttamente di mano.

Foto con le statue del Buddha: attenzione

Non sederti mai sulle statue, non appoggiarti e non metterti in pose scherzose davanti alle immagini del Buddha, nemmeno a quelle senza testa. A Wat Mahathat, davanti alla celebre testa tra le radici, un cartello (e spesso un addetto) ti ricorda di abbassarti o inginocchiarti per la foto, in modo che la tua testa non sia più in alto di quella del Buddha.

Cosa vedere ad Ayutthaya: i templi del Parco Storico

La maggior parte dei templi che trovi in ogni lista su cosa vedere ad Ayutthaya è concentrata nella parte centrale dell’isola, a breve distanza l’uno dall’altro. Qui ci sono le rovine più famose, quelle che finiscono su cartoline e profili Instagram, ma anche angoli tranquilli dove rischi di restare da solo.

Wat Mahathat e la testa del Buddha tra le radici

Se c’è un’immagine che rappresenta Ayutthaya nel mondo è la testa del Buddha avvolta dalle radici di un albero a Wat Mahathat. Nessuno sa con certezza come ci sia finita: l’ipotesi più diffusa è che sia caduta da una statua durante la distruzione del 1767, o nel lungo abbandono che seguì, e che le radici l’abbiano lentamente inglobata nel corso dei decenni.

Ma Wat Mahathat è molto più di questa foto. Fu uno dei templi più importanti del regno, residenza del patriarca supremo della comunità buddhista e custode di reliquie del Buddha. Del grande prang centrale, che un tempo dominava l’intero complesso, oggi resta solo il basamento, circondato da un labirinto di chedi, colonne e file di statue decapitate che danno un’idea precisa della violenza con cui la città fu saccheggiata.

Arriva a Wat Mahathat all’apertura

Wat Mahathat è il luogo più visitato della città e da metà mattina si riempie di gruppi arrivati da Bangkok. Se vuoi fotografare la testa tra le radici e visitare la zona con calma, fai di questo tempio la prima tappa della giornata ed entra appena aprono i cancelli.

Wat Phra Si Sanphet

I tre grandi chedi allineati di Wat Phra Si Sanphet sono il simbolo architettonico di Ayutthaya. Il tempio sorgeva all’interno del recinto del Palazzo Reale ed era riservato alle cerimonie della corte: non ospitava monaci, esattamente come il Wat Phra Kaew di Bangkok, che fu costruito prendendolo a modello.

I chedi custodivano le ceneri di alcuni sovrani. Qui si trovava anche una statua del Buddha in piedi alta circa 16 metri e rivestita d’oro, che dava il nome al tempio: durante il saccheggio del 1767 i birmani la bruciarono per fonderne l’oro. Del vecchio palazzo reale restano solo le fondamenta, nell’area verde alle spalle dei chedi. Poco lontano, affacciato sul laghetto di Bueng Phra Ram, merita una sosta anche Wat Phra Ram, incluso nel pass cumulativo, con il suo alto prang in stile khmer.

Wihan Phra Mongkhon Bophit

Accanto a Wat Phra Si Sanphet c’è un grande edificio dal tetto rosso e oro che a prima vista sembra fuori posto tra le rovine. È il Wihan Phra Mongkhon Bophit, che custodisce uno dei più grandi Buddha in bronzo della Thailandia. Danneggiato più volte nel corso dei secoli, l’edificio è stato ricostruito a metà Novecento ed è tuttora un luogo di culto molto frequentato dai thailandesi.

Entrando ti colpirà il contrasto con i templi in rovina che hai appena visto: qui trovi fedeli in preghiera, incenso e offerte di fiori. Davanti al wihan c’è un piazzale con bancarelle di cibo e souvenir, comodo per una pausa all’ombra.

Wat Ratchaburana

Wat Ratchaburana ha uno dei prang meglio conservati di Ayutthaya, ancora decorato con stucchi di garuda e creature mitologiche. Il tempio fu fatto costruire nel 1424 dal re Borommarachathirat II sul luogo in cui erano stati cremati i suoi due fratelli maggiori, morti combattendo l’uno contro l’altro per la successione al trono.

La particolarità è che puoi salire sul prang e scendere lungo una scala ripida e stretta fino alla cripta, dove si conservano frammenti di pitture murali tra le più antiche del periodo di Ayutthaya. Non è adatta a chi soffre di claustrofobia, ma è una delle esperienze più suggestive del parco.

Il tesoro nascosto della cripta

Nel 1957 alcuni ladri scavarono nella cripta di Wat Ratchaburana e trovarono un vero tesoro di oggetti in oro, gioielli e statuette. Parte del bottino andò perduta, ma ciò che fu recuperato è oggi esposto al Museo Nazionale Chao Sam Phraya, costruito proprio grazie alla vendita delle tavolette votive ritrovate nella cripta.

Wat Lokayasutharam e il Buddha sdraiato

Nella parte occidentale dell’isola, un po’ isolato rispetto agli altri siti, si trova il grande Buddha sdraiato di Ayutthaya. La statua, in mattoni ricoperti di stucco, è lunga circa 40 metri e rappresenta il Buddha nel momento del passaggio al parinirvana. Spesso è adornata con un lungo telo arancione offerto dai fedeli.

L’ingresso è libero e il sito è all’aperto, senza alberi: nelle ore centrali il sole picchia forte, quindi meglio passarci al mattino o nel tardo pomeriggio. Del tempio che la ospitava restano pochi resti, tra cui le basi delle colonne e un prang in rovina alle spalle della statua.

Wat Thammikarat

A breve distanza da Wat Phra Si Sanphet, Wat Thammikarat è uno di quei templi che molti saltano e che invece vale la pena vedere. Il suo chedi in rovina è circondato da statue di leoni (singha) in stucco, e il complesso è ancora in parte un tempio attivo, con un’atmosfera raccolta e poco turistica.

La cosa più curiosa sono le centinaia di statue di galli lasciate come offerta dai fedeli: la tradizione è legata al re Naresuan che, secondo la leggenda, da giovane ostaggio in Birmania vinse un combattimento tra galli contro il principe ereditario birmano.

I templi fuori dall’isola

Alcuni dei templi più belli di Ayutthaya si trovano sulle rive opposte dei fiumi che circondano l’isola. Per raggiungerli ti serve una bici, un tuk tuk o una barca, ma ne vale la pena: sono meno affollati e, alcuni, spettacolari al tramonto.

Wat Chaiwatthanaram

Se devo sceglierne uno, Wat Chaiwatthanaram è il mio tempio preferito di Ayutthaya. Fu costruito nel 1630 dal re Prasat Thong in onore della madre, sulla riva occidentale del Chao Phraya, e si ispira chiaramente ai templi khmer di Angkor Wat: un grande prang centrale circondato da quattro prang minori e da una galleria con otto cappelle a forma di chedi, disposte a rappresentare il monte Meru, il centro dell’universo nella cosmologia buddhista e induista.

Il complesso è ben conservato e molto fotogenico, soprattutto nel tardo pomeriggio, quando il sole tramonta alle spalle dei prang e i mattoni si colorano di arancione. Negli ultimi anni è diventato di moda visitarlo in costume tradizionale thai: davanti all’ingresso trovi diversi negozi che li noleggiano.

Il miglior tramonto di Ayutthaya

Per il tramonto a Wat Chaiwatthanaram hai due opzioni: entrare nel complesso un’ora prima della chiusura e goderti la luce tra i prang, oppure ammirarlo dal fiume durante il giro in barca, con il profilo del tempio che si staglia controluce. Se hai due sere a disposizione, può valere la pena vederlo da due punti di vista differenti.

Wat Yai Chai Mongkhon

A sud-est dell’isola, Wat Yai Chai Mongkhon è un tempio ancora attivo, con monaci residenti e un’atmosfera diversa rispetto alle rovine del centro. Fu fondato nel 1357, nei primi anni del regno, e il suo enorme chedi è legato al re Naresuan, che secondo la tradizione lo fece innalzare per celebrare la vittoria sul principe ereditario birmano in un leggendario duello a dorso di elefante nel 1592.

Puoi salire le scale del chedi e ammirare dall’alto il cortile circondato da file di statue del Buddha avvolte in teli color zafferano, una delle immagini più fotografate di Ayutthaya. Nel giardino c’è anche un Buddha sdraiato di circa 7 metri. Il biglietto costa in genere 20 baht.

Wat Phanan Choeng

Poco lontano da Wat Yai Chai Mongkhon, affacciato sul punto in cui il Pa Sak si getta nel Chao Phraya, Wat Phanan Choeng è più antico della stessa capitale: secondo le cronache fu fondato nel 1324, ventisei anni prima di Ayutthaya. Il wihan principale custodisce un gigantesco Buddha seduto alto circa 19 metri, chiamato Luang Pho To, che sembra quasi schiacciato dal soffitto.

Il tempio è molto venerato dalla comunità thai-cinese, che qui unisce buddhismo e culti tradizionali cinesi: incenso, lanterne rosse e fedeli che portano offerte creano un’atmosfera vivace, soprattutto nel fine settimana e durante il Capodanno cinese.

Wat Na Phra Men

Sulla sponda nord, di fronte all’antico palazzo reale, Wat Na Phra Men è uno dei pochi templi sopravvissuti quasi intatti alla distruzione del 1767, secondo la tradizione perché i birmani lo usarono come accampamento. Per questo è uno dei posti migliori per capire come dovevano apparire i templi di Ayutthaya ai tempi del loro splendore.

Nella sala principale si trova un grande Buddha in bronzo dorato con abiti e corona regali, raro esempio di questo stile, mentre in un edificio più piccolo è custodito un Buddha in pietra verde seduto “all’occidentale”, con le gambe verso il basso, attribuito al periodo di Dvaravati e quindi molto più antico di Ayutthaya.

Wat Phu Khao Thong

Un paio di km a nord-ovest dell’isola, in mezzo alla campagna, svetta il grande chedi bianco di Wat Phu Khao Thong, la “Montagna d’oro”. Fu eretto dai birmani dopo la conquista del 1569 e più tardi rimaneggiato dai thailandesi, che gli diedero l’aspetto attuale.

Salendo un’ottantina di gradini fino alla terrazza hai una bella vista sulla campagna circostante, lontano dalla folla del centro. Nelle vicinanze c’è anche il monumento al re Naresuan, circondato da centinaia di statue di galli offerte dai devoti. Di norma l’accesso al tempio è gratuito.

Altre cose da fare ad Ayutthaya

Ayutthaya di notte: i templi illuminati

Di sera, alcuni templi vengono illuminati e le rovine assumono un aspetto completamente diverso, quasi teatrale. Fuori dagli orari di apertura non si può entrare, ma molti monumenti si ammirano bene anche dalla strada, e diversi tour serali in barca o in bici passano proprio davanti ai templi illuminati di Ayutthaya.

Negli ultimi anni, durante la stagione fresca, le autorità locali hanno organizzato aperture serali speciali con illuminazioni scenografiche in diversi siti del parco storico, spettacoli tradizionali e bancarelle di cibo. Il programma cambia di anno in anno, quindi controlla gli eventi in corso sul sito dell’ente del turismo thailandese (TAT).

Ayutthaya by night

Nell’edizione 2025-2026, tra dicembre e febbraio, le illuminazioni hanno coinvolto Wat Mahathat, Wat Ratchaburana, Wat Phra Ram, Wat Phra Si Sanphet, Wat Chaiwatthanaram e il Palazzo Chantharakasem, il venerdì, il sabato, la domenica e nei giorni festivi dalle 16:30 alle 21:30. Se l’iniziativa verrà confermata e il tuo viaggio sarà in quel periodo, organizzati per passare almeno una sera nel weekend ad Ayutthaya.

Giro in barca al tramonto

Il giro in barca ad Ayutthaya è un modo alternativo di visitare l’antica capitale del Siam, soprattutto nel tardo pomeriggio, quando fa meno caldo e la luce diventa dorata. Le imbarcazioni a coda lunga partono da diversi moli lungo il fiume, alcuni nella zona del mercato di Chao Phrom, altri davanti agli hotel sulla riva, e molti alloggi organizzano direttamente il giro per i propri ospiti.

Il percorso classico dura circa un’ora e passa davanti a Wat Phanan Choeng, al prang bianco di Wat Phutthaisawan e alle rovine di Wat Chaiwatthanaram, con qualche sosta lungo il percorso. Il prezzo si concorda di solito per barca e non per persona: se sei da solo, prova ad unirti ad altri viaggiatori per dividere la spesa. Porta con te un repellente, perché al tramonto sul fiume le zanzare non mancano.

Musei: Chao Sam Phraya e Centro Studi Storici

Nelle ore più calde un museo è il rifugio ideale. Il Museo Nazionale Chao Sam Phraya custodisce i reperti più preziosi scoperti nei templi della città, tra cui gli ori della cripta di Wat Ratchaburana e le reliquie ritrovate a Wat Mahathat, oltre a una ricca collezione di statue del Buddha di diverse epoche. È chiuso a inizio settimana (il lunedì e, in genere, anche il martedì) e il biglietto per gli stranieri costa circa 150-200 baht.

Poco distante, l’Ayutthaya Historical Study Centre, realizzato con il contributo del Giappone, è perfetto per capire com’era la città prima della distruzione: plastici, ricostruzioni e pannelli raccontano la vita quotidiana, il porto e i rapporti con i mercanti stranieri. Te lo consiglio all’inizio della visita, per dare un contesto a tutto quello che vedrai dopo.

Se ti interessa la storia della corte, sulla punta nord-orientale dell’isola c’è anche il Palazzo Chantharakasem (Wang Na), costruito per il principe Naresuan e oggi sede di un museo nazionale.

I villaggi stranieri: giapponese, portoghese e olandese

Uno degli aspetti più interessanti di Ayutthaya è il suo passato cosmopolita. Lungo il Chao Phraya, a sud dell’isola, sorgevano i quartieri assegnati alle comunità straniere, e alcuni sono oggi visitabili.

Il villaggio giapponese ospita un piccolo museo che racconta la storia di una comunità numerosa, composta da mercanti, samurai e cristiani in fuga dalle persecuzioni in patria. Il personaggio più famoso è Yamada Nagamasa, avventuriero giapponese che all’inizio del Seicento fece carriera alla corte di Ayutthaya. Il sito ha anche un piacevole giardino in riva al fiume.

Nell’insediamento portoghese puoi vedere i resti di una chiesa domenicana, dove gli scavi hanno riportato alla luce le sepolture dei residenti, mentre Baan Hollanda è un centro informativo dedicato alla Compagnia olandese delle Indie Orientali (VOC), che qui aveva un importante ufficio commerciale. Sono visite brevi, facili da combinare in mezza giornata.

Elefanti ad Ayutthaya: cosa sapere prima di partire

Passeggiando per il parco storico vedrai quasi certamente elefanti con turisti sulla groppa, soprattutto nella zona tra Wat Phra Si Sanphet e il lago di Bueng Phra Ram. Ad Ayutthaya ci sono infatti strutture che offrono passeggiate a dorso d’elefante, foto e spettacoli, oltre all’antico kraal degli elefanti, il recinto dove un tempo venivano catturati e addestrati gli elefanti selvatici destinati all’esercito e alla corte.

Il kraal come monumento storico è interessante; sulle attività con gli animali, invece, ti invito ad informarti bene prima di pagare. Le associazioni per la tutela degli animali criticano da anni le passeggiate a dorso d’elefante, e molti visitatori segnalano animali in catena o costretti a lavorare nelle ore più calde del giorno.

Meglio evitare le passeggiate sugli elefanti

Il mio consiglio è di non salire sugli elefanti e di non partecipare a spettacoli con animali: il peso della sella e dei turisti affatica la schiena dell’animale, e l’addestramento necessario per renderlo docile è spesso crudele. Se vuoi vedere gli elefanti da vicino, scegli un santuario etico che non offra passeggiate né spettacoli, come quelli che trovi nei dintorni di Chiang Mai.

Ayothaya Floating Market: vale la pena?

Il nome può trarre in inganno: l’Ayothaya Floating Market non è un mercato galleggiante storico, ma un’attrazione costruita appositamente per i turisti, con passerelle in legno su un canale artificiale, negozietti di souvenir e bancarelle di cibo. Gli stranieri pagano un biglietto d’ingresso (le cifre riportate di recente vanno da 100 a 200 baht) e sul posto si può fare un breve giro in barca lungo il canale.

Nel fine settimana ci sono spettacoli di rievocazione storica e l’atmosfera è più vivace, mentre nei giorni feriali può sembrare mezzo vuoto. Può piacere a chi viaggia con bambini o ha già visto tutti i templi; se hai poco tempo, secondo me puoi tranquillamente saltarlo.

Dintorni di Ayutthaya

Palazzo Reale di Bang Pa-In

Circa 20 km a sud di Ayutthaya, il Palazzo Reale di Bang Pa-In è una delle deviazioni più piacevoli della zona. Una prima residenza reale sorse qui già nel Seicento, per volere del re Prasat Thong, ma il complesso che vedi oggi risale alla seconda metà dell’Ottocento, quando i re Rama IV e soprattutto Rama V lo trasformarono nella loro residenza estiva.

Il risultato è un curioso miscuglio di stili: il padiglione thai Aisawan Thiphya-At al centro del laghetto, il sontuoso palazzo in stile cinese Wehart Chamrun, edifici di gusto europeo e una torre di osservazione da cui si domina tutto il parco. Dall’altra parte del fiume, raggiungibile con una piccola cabina sospesa, c’è Wat Niwet Thammaprawat, un tempio buddhista in stile neogotico che sembra una chiesa europea.

Il palazzo si raggiunge facilmente in treno (Bang Pa-In ha una stazione sulla stessa linea di Ayutthaya, servita anche dal nuovo BNEX) e poi con un breve tragitto in tuk tuk o moto-taxi. Molti lo visitano al mattino prima di proseguire verso Ayutthaya, oppure sulla strada del ritorno verso Bangkok.

Bang Pa-In: orari, biglietto e dress code

Il palazzo è aperto di solito tutti i giorni dalle 8:00 alle 16:00 e il biglietto per gli stranieri costa 100 baht; all’interno si possono noleggiare golf cart per girare il parco. Essendo una residenza reale, il dress code è rigido: niente pantaloncini, canottiere, leggings o abiti strappati. Può restare chiuso in occasione di cerimonie reali, quindi controlla la scheda del TAT o il portale turistico di Ayutthaya prima di andare.

Lopburi, la città delle scimmie

Se hai un giorno in più, a circa un’ora di treno a nord di Ayutthaya c’è Lopburi, una delle città più antiche della Thailandia, famosa per le centinaia di macachi che vivono liberi nel centro storico. Il monumento simbolo è Phra Prang Sam Yot, con tre prang khmer collegati tra loro e letteralmente presi d’assalto dalle scimmie, mentre il vicino santuario di San Phra Kan è il loro quartier generale.

Oltre alle scimmie, a Lopburi puoi visitare il palazzo del re Narai, che nel Seicento fece della città la sua seconda capitale e intrattenne rapporti diplomatici con la Francia di Luigi XIV. A fine novembre si tiene il famoso Monkey Buffet Festival, un banchetto di frutta e verdura offerto ai macachi.

I macachi di Lopburi sono abituati ai turisti e molto sfacciati: strappano occhiali, cappelli, telefoni e sacchetti di plastica, soprattutto se sperano di trovarci del cibo. Metti tutto nello zaino chiuso, non mangiare davanti a loro e non fissarli negli occhi mostrando i denti, gesto che interpretano come una minaccia.

Itinerari: Ayutthaya in un giorno o in due giorni

Itinerario di un giorno

Visitare Ayutthaya in un giorno da Bangkok è fattibile, a patto di partire presto e di muoverti in tuk tuk o in bici. Ecco il programma che ti propongo.

Mattina: prendi un treno del mattino da Krung Thep Aphiwat, attraversa il fiume con il traghetto e noleggia una bici o contratta un tuk tuk. Inizia da Wat Mahathat, poi prosegui con Wat Ratchaburana, Wat Phra Si Sanphet e Wihan Phra Mongkhon Bophit, tutti a breve distanza.

Pranzo: un piatto di boat noodles in uno dei locali vicino a Wat Mahathat o nella zona del mercato di Chao Phrom.

Pomeriggio: spostati a sud-est per Wat Phanan Choeng e Wat Yai Chai Mongkhon, poi torna verso ovest per il Buddha sdraiato di Wat Lokayasutharam.

Tramonto: Wat Chaiwatthanaram, dentro il complesso o dal fiume con un giro in barca, poi rientro a Bangkok con uno dei treni della sera (controlla l’orario dell’ultimo treno prima di partire) o minibus.

Itinerario di due giorni

Con una notte in città puoi visitare Ayutthaya in due giorni senza correre, sfruttando le ore più fresche e riposando in quelle centrali.

Primo giorno: arrivo in mattinata e visita all’Ayutthaya Historical Study Centre per inquadrare la storia della città. Nel pomeriggio Wat Phra Si Sanphet, Wihan Phra Mongkhon Bophit, Wat Thammikarat e Wat Lokayasutharam, con una deviazione oltre il fiume per Wat Na Phra Men, poi tramonto a Wat Chaiwatthanaram. La sera, cena al mercato notturno di Bang Lan.

Secondo giorno: sveglia presto per Wat Mahathat all’apertura e subito dopo Wat Ratchaburana. In tarda mattinata il Museo Nazionale Chao Sam Phraya (se è aperto) e pranzo. Nel primo pomeriggio Wat Yai Chai Mongkhon, Wat Phanan Choeng e il villaggio giapponese, poi giro in barca attorno all’isola al tramonto. Se ti avanza tempo, puoi fermarti a Bang Pa-In sulla strada del ritorno verso Bangkok.

Crea la tua mappa dei templi

Prima di partire salva su Google Maps i templi che vuoi visitare, magari con un colore diverso per quelli inclusi nel pass, e scarica la mappa offline della zona. Ti aiuterà a organizzare il percorso più logico e a mostrare le tappe al conducente del tuk tuk, che non sempre parla inglese.

Quando andare ad Ayutthaya

Clima e stagione migliore

Il periodo migliore per visitare Ayutthaya va da novembre a febbraio, durante la stagione secca e relativamente fresca: di giorno fa comunque caldo, intorno ai 30 °C, ma l’umidità è più bassa e le serate sono piacevoli. È anche l’alta stagione, con più turisti e prezzi degli hotel un po’ più alti. Se vuoi un quadro completo delle stagioni nelle diverse regioni del Paese, leggi la mia guida su quando andare in Thailandia.

Da marzo a maggio arriva la stagione calda, con temperature che superano spesso i 35 °C: visitare le rovine, quasi tutte senza ombra, diventa faticoso, quindi concentra le visite all’alba e al tramonto. Da giugno a ottobre è la stagione delle piogge, con acquazzoni per lo più pomeridiani, paesaggi verdissimi e meno visitatori. Tra settembre e ottobre il livello dei fiumi sale e alcune zone possono allagarsi: nel 2011 una grave alluvione sommerse per settimane gran parte della città e del parco storico. Prima di partire controlla le previsioni meteo!

Gli orari migliori della giornata

In qualsiasi mese dell’anno la regola è la stessa: gli orari migliori per visitare i templi sono il mattino presto, dall’apertura fino alle 10 circa, e il tardo pomeriggio, dalle 15:30 al tramonto. I gruppi organizzati da Bangkok arrivano in genere tra metà mattina e l’ora di pranzo, proprio quando il sole è più forte. Nel fine settimana e nei giorni festivi ci sono molti più visitatori thailandesi, quindi se puoi scegli un giorno feriale.

Dove dormire ad Ayutthaya

Dormire almeno una notte ad Ayutthaya cambia completamente l’esperienza: vedi i templi con la luce del mattino e del tramonto, eviti la folla e ti godi l’atmosfera tranquilla della città quando i tour sono ripartiti. Le zone principali sono tre.

Sull’isola, vicino ai templi

È la scelta più comoda per chi viaggia senza mezzi propri. La zona intorno a Naresuan Road, vicino alla fermata dei minivan, ha molte guesthouse economiche, noleggi di biciclette, bar e ristoranti, e da qui Wat Mahathat e Wat Ratchaburana si raggiungono a piedi. Nelle vie più tranquille intorno al parco storico trovi anche piccoli hotel boutique più curati. Se cerchi un hotel ad Ayutthaya vicino ai templi, questa è la zona da cui partire.

  • Tamarind Guesthouse: sei camere curate in una casa di legno restaurata, in fondo a un vicolo tranquillo proprio di fronte a Wat Mahathat.
  • Baan Lotus Guest House: guesthouse economica con un grande stagno di fiori di loto e un padiglione con le amache, a pochi minuti a piedi dai templi e dai locali di Naresuan Road.

Lungo il fiume

Sulle sponde del Chao Phraya e del Pa Sak si trovano gli alloggi più romantici, alcuni con terrazze e camere affacciate sui templi. I prezzi sono più alti e per spostarti avrai bisogno di tuk tuk o bici, ma la vista al tramonto ripaga ampiamente. Molti hotel sul fiume organizzano anche giri in barca per gli ospiti.

  • Sala Ayutthaya: hotel boutique dal design contemporaneo in mattoni rossi, con ristorante sul fiume e camere affacciate sul prang bianco di Wat Phutthaisawan.
  • iuDia on the River: piccolo hotel di charme con tredici camere, piscina affacciata sul Chao Phraya e biciclette gratuite per gli ospiti.

Vicino alla stazione

La sponda orientale del Pa Sak, dove si trova la stazione ferroviaria, è pratica se arrivi tardi o devi prendere un treno la mattina presto. Ci sono guesthouse semplici ed economiche ma anche hotel più grandi, e il traghetto ti porta sull’isola in pochi minuti. La sera, però, la scelta di ristoranti è limitata e il traghetto non funziona fino a tardi, quindi se scegli un alloggio vicino alla stazione per rientrare dopo cena ti servirà un tuk tuk o un Grab.

  • Baan Are Gong Riverside Homestay: vecchia casa di famiglia in legno di teak sul Pa Sak, a due passi dalla stazione e dal molo del traghetto, semplice ed economica (molte camere hanno il bagno in comune).
  • Krungsri River Hotel: grande hotel con piscina all’aperto e camere con vista sul fiume, a circa cinque minuti a piedi dalla stazione, adatto a chi cerca più servizi e comfort.

Cosa mangiare ad Ayutthaya

I piatti tipici: boat noodles, roti sai mai e gamberi di fiume

Ayutthaya è famosa in tutta la Thailandia per i boat noodles (kuay tiew rua), zuppe di noodles dal brodo scuro e speziato, un tempo servite direttamente dalle barche che navigavano tra i canali. Si mangiano in porzioni piccolissime e a prezzi bassissimi, tanto che i thailandesi ne ordinano diverse ciotole e le impilano sul tavolo come trofei.

Il dolce tipico è il roti sai mai: sottili crêpe da avvolgere attorno a matasse colorate di filamenti di zucchero simili allo zucchero filato, una specialità legata alla comunità musulmana della città.

Dove comprare il roti sai mai

Il luogo più famoso per il roti sai mai è la fila di negozi lungo U-Thong Road, nei pressi dell’ospedale di Ayutthaya, dove lo preparano davanti a te. Compra un sacchetto di crêpe e uno di filamenti di zucchero: si conservano qualche giorno e sono lo spuntino perfetto da portare in treno per il ritorno.

Lungo il fiume, invece, i ristoranti servono i grandi gamberi di fiume alla griglia (kung mae nam pao), succosi e saporiti: si pagano a peso, quindi chiedi sempre il prezzo prima di ordinare.

I mercati notturni

La sera il posto più animato è il mercato notturno di Bang Lan, nella parte orientale dell’isola, vicino al mercato di Chao Phrom: bancarelle di spiedini, pad thai, zuppe, dolci e frutta a prezzi popolari, frequentate soprattutto dalla gente del posto. Di giorno puoi invece curiosare tra i banchi del mercato di Chao Phrom, pieno di frutta, verdura e cibo pronto, perfetto per un pranzo veloce.

Consigli pratici e budget

Qui trovi gli ultimi consigli per organizzare il viaggio ad Ayutthaya senza sorprese. Per le informazioni generali sul viaggio, come visti, valuta e salute, dai un’occhiata anche alla sezione Informazioni del sito.

Quanto costa visitare Ayutthaya

Ayutthaya è una meta decisamente economica. Per darti un’idea, ecco le principali spese per una giornata in autonomia (prezzi indicativi, per persona dove non specificato):

  • Treno da Bangkok: da 15-20 baht in terza classe e 50 baht sul BNEX in promozione, di più sui treni express climatizzati
  • Bici: 50-100 baht al giorno
  • Tuk tuk: 200-300 baht all’ora per mezzo
  • Templi: 220 baht con il pass cumulativo, più 20 baht per ogni tempio attivo
  • Pasti: 50-100 baht per un piatto in un locale semplice
  • Alloggio: da poche centinaia di baht per una guesthouse a diverse migliaia per un hotel boutique sul fiume

Muovendoti in bici e mangiando nei locali semplici, il budget per Ayutthaya può restare sotto i 1.000 baht a persona al giorno, alloggio escluso; con il tuk tuk la cifra aumenta, ma in due la spesa resta comunque contenuta.

Le biglietterie dei templi, i tuk tuk, i traghetti e le bancarelle accettano quasi solo contanti, e spesso non hanno il resto per le banconote grandi. In città ci sono sportelli bancomat, ma le banche thailandesi applicano una commissione fissa piuttosto alta ad ogni prelievo con carta estera: meglio prelevare cifre più consistenti in una volta sola.

Caldo, acqua e protezione solare

Il nemico numero uno di una visita ad Ayutthaya è il caldo. Le rovine sono in gran parte all’aperto e senza ombra, e il sole riflesso sui mattoni e sui prati può essere spossante anche in inverno.

Indossa un cappello, occhiali da sole e vestiti leggeri che coprano spalle e ginocchia, usa una crema solare ad alta protezione e bevi molto: bottiglie d’acqua fresca si trovano ovunque nei minimarket e nei chioschi davanti ai templi. Un ombrello leggero è utile sia contro il sole sia contro gli acquazzoni della stagione delle piogge.

Al tramonto, soprattutto vicino ai fiumi e nella stagione umida, arrivano le zanzare: usa un buon repellente, anche per ridurre il rischio di dengue. Nel parco ci sono inoltre diversi cani randagi, di solito tranquilli: basta non avvicinarli e non dare loro da mangiare.

Truffe e fregature da evitare

Ayutthaya è una città tranquilla e sicura, ma come in tutti i luoghi turistici conviene conoscere le truffe più comuni. Oltre ai tuk tuk con tariffe gonfiate davanti alla stazione, occhio a chi si propone come guida ufficiale senza tesserino, a chi vende giri in barca a prezzi esagerati (confronta sempre con quanto chiede il tuo alloggio) e a chi ti dice che un tempio è chiuso per proporti un’alternativa.

Se noleggi una bici o uno scooter, fotografa il mezzo prima di partire per evitare contestazioni su graffi e danni già presenti, e non lasciare mai il passaporto come deposito.

In alcuni negozi di souvenir potrebbero proporti statue o teste del Buddha presentate come antichità. Nella migliore delle ipotesi sono riproduzioni invecchiate ad arte, nella peggiore reperti trafugati.

Ricorda che per esportare dalla Thailandia antichità e immagini del Buddha serve un’autorizzazione del Fine Arts Department: evita questi acquisti e scegli souvenir diversi per evitare problemi.

Gianluca Orlandi

Ho viaggiato e vissuto in Thailandia come nomade digitale

Lavoro online dal 2013 e ho viaggiato e vissuto in Thailandia per diversi mesi, tra Chiang Mai e Bangkok. Su questo sito condivido guide pratiche, itinerari di viaggio e consigli su trasporti, budget e periodi migliori per partire. Racconto le mie avventure su Facebook e Instagram.

Condividi su: